L'inizio di ogni giorno

Installazione sonora e site-specific

2021 - ongoing

Azione: segno ostinato di resistenza, dell’andare avanti, della possibilità di generare squarci di assoluto. 

Acqua: generatrice di vita, in movimento non è mai la stessa, è sempre diversa.

Oro: spazio sacro che riflette e irradia.

Parole: vita e morte mescolate insieme

L'inizio di ogni giorno - Canto I

Puegnago del Garda (BS)

Fondazione Leonesio

Installazione sonora

Suono del lago, voce, foglia oro

Testo: Hanna Arendt

Montaggio audio: Jodi Pedrali

2021

Una finestra e i suoni delle onde del Garda, che si staglia in lontananza. Vicino alle orecchie ma remoto allo sguardo, il lago è perfetta metafora del nostro rapporto con la morte: sappiamo che esiste, lo osserviamo a distanza, ma esso resta pur sempre una presenza latente, della quale nella nostra quotidianità finiamo per dimenticarci. Come il suono del lago di catulliana memoria si mescola alle parole sussurrate da Hannah Arendt, così vita e morte vengono mescolate insieme, nel tentativo di creare un istante di silenzio e riflessione sul senso dell’esistenza. 

L’installazione è stata realizzata per la mostra personale Alla muta cenere io canto a cura di Mariacristina Maccarinelli e Lidia Pedron presso la Fondazione Vittorio Leonesio.

All’origine del progetto, il Carme 101 di Catullo, il cui verso “e parlare invano alla tue ceneri mute” – poi ripreso anche dal Foscolo nel sonetto In morte del fratello Giovanni – ha ispirato il titolo della mostra. 

Lidia Pedron

 

L'inizio di ogni giorno - Canto II

Palermo

Palazzo Costantino e di Napoli, Quattro Canti

Suono del mare, voce, coperta isotermica, detriti

Testo: Hanna Arendt

2022

Qui l’installazione site-specific è stata realizzata con i detriti abbandonati all'interno di una delle stanze del palazzo. Un segno ostinato di resistenza, dell'andare avanti, della possibilità di generare squarci di assoluto. L’acqua, il mare, come fonte generatrice di vita, mai la stessa, sempre diversa si fonde e confonde nuovamente con la voce che sussurra le parole di Arendt. L’oro, utilizzato come uno spazio sacro che irradia luce, viene qui esperito attraverso l’uso di una coperta isotermica che abbandona il suo utilizzo usuale per diventare lenzuolo, sudario sui cui sono deposti i resti di quello che era lo splendore del palazzo e di quel pavimento realizzato con le maioliche. Vita e morte continuano ad intrecciarsi, sfiorarsi. L’azione dell’uomo, di ciò che ha fatto e di ciò che è in grado di fare continua a ricordarci che noi “non siamo fatti per morire, ma per incominciare”.

 

L'inizio di ogni giorno - Canto III

Bolzano

Maria Heim

Suono del fiume Isarco, voce, pianoforte, tulle, lame dorato e vino

Testo: Hanna Arendt

2022

L'installazione site-specific è stata prodotta e realizzata per la BAW - Bolzano Art Weeks dopo essere stata selezionata fra i progetti vincitori della call.

Il lavoro è ospitato presso l'ex tenuta dei monaci agostiniani nel quartiere di Novacella a Bolzano, avvolto da vigneti che i monaci, tutt'ora, coltivano per fare il vino.

In questa occasione l'acqua, ancora una volta presente, è quella del fiume Isarco mentre altre due voci si aggiungono e intrecciano alla mia grazie a due persone tedesche originarie di Hannover (città natale della Arendt). Nuovamente un filo dorato segna l'orizzonte reale i ideale che ritroviamo attorno alla tenuta di Maria Heim e il fondo del tulle è tinto con il vino ancora una volta per segnare il tempo, il luogo e l'attinenza con lo spazio in cui l'installazione è accolta